«Questo programma mi ha aiutato tantissimo nell’organizzazione degli esami e dello studio» prosegue Fornaroli. «Senza questo percorso dedicato a noi studenti-atleti sarebbe stato tutto molto più difficile. Per questo ringrazio di cuore la professoressa Anna Maria Fellegara per il grandissimo consiglio che mi ha dato quando mi ha suggerito di parteciparvi. Ho scelto l'Università Cattolica perché anche mio papà si è laureato qui, e proprio lui mi ha consigliato di iscrivermi in questo ateneo per la qualità dei docenti e degli insegnamenti. E poi qui, grazie alle lezioni in presenza, imparo molto di più e rimango concentrato».
(...)
Immergersi nell’abitacolo, per Leonardo, è «una scossa di tensione», ma «man mano che la sessione si avvicina, la tensione scende. È come se mi chiudessi in una cupola insieme alla macchina, in quel momento siamo solo io e lei, non c’è nient’altro attorno. Poi si parte, e sono nel flow, e penso solamente a dare il massimo». Tra i suoi punti di forza, Fornaroli cita «la costanza, e saper rimanere tranquillo nei momenti di difficoltà». Poi ammette: «Quest’anno sono cresciuto molto in qualifica, nell’essere veloce fin da subito, e nella gestione delle gomme». Lo si è visto bene anche a Monza, la pista dove ha ottenuto la sua prima fila in qualifica, dove è salito per la prima volta sul podio e, adesso, dove ha conquistato il primo titolo in carriera.
Presentata l'ottava edizione del programma dedicato agli studenti-atleti, con l'obiettivo di creare legami e relazioni che aiutino a fare crescere le persone. Castelli, presidente del CUS Milano: «Questo progetto è un esempio per molti altri atenei»
Dal quarto posto nella rassegna iridata in Cina alla discussione della tesi - da 110 e lode - in General Management a Piacenza. Giornate di grandi soddisfazioni per la pattinatrice sarzanese.