Università Cattolica del Sacro Cuore

Comunicato stampa

Rose in Movimento approda a Milano: una giornata dedicata a prevenzione, salute e attività fisica

Milano, 22 maggio 2026 – Fin dalle 9.00, studenti, docenti, ricercatori e staff sono stati impegnati nell’allestimento degli spazi congressuali e delle aree dedicate alle attività pratiche. Le palestre hanno ospitato le postazioni per la valutazione dei parametri salute-correlati e le attività di Attività Fisica Adattata (AFA) e canottaggio su remoergometro, in vista dell’avvio del convegno nel pomeriggio. Il convegno si è aperto con il saluto della prof.ssa Christel Galvani, professore associato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente del comitato scientifico locale di Rose in Movimento, che ha richiamato il significato profondo dell’iniziativa nella diffusione della consapevolezza sul ruolo dell’attività fisica, della corretta alimentazione e degli stili di vita salutari nella prevenzione e nel supporto ai percorsi di cura oncologica. È stata inoltre sottolineata la necessità di costruire reti di sostegno e condivisione sempre più solide, affinché nessuna donna si senta sola nel proprio percorso di cura e di rinascita.

Nel corso dei saluti istituzionali è stato ribadito come la prevenzione del tumore al seno e la promozione della salute richiedano un approccio integrato e multidisciplinare, fondato sulla collaborazione tra università, mondo sanitario, sportivo e associativo. Il prof. Francesco Casolo, coordinatore del Corso di Laurea in Scienze Motorie e dello Sport, ha sottolineato il ruolo centrale della ricerca universitaria e dello sport-terapia nei percorsi di prevenzione e cura. Il canottaggio è stato inoltre presentato come disciplina trasversale e come potente metafora del percorso di malattia e cura, grazie agli interventi di Leo Binda, presidente FIC Lombardia, di Giovanni Marchettini e Stefano Binda, presidenti delle Canottieri Corgeno e Monate, e di Adriana Lombardi, direttrice scientifica della Scuola dello Sport CONI Lombardia. In questo contesto è stato evidenziato come, in barca, si proceda affidandosi a chi guida e remando nella stessa direzione, come metafora della relazione tra pazienti, medici e comunità. Sono inoltre intervenuti Lorenzo Zattoni di Technogym, che ha ribadito il valore dell’attività fisica come farmaco, e il Dr Davide Gaglione, presidente ANDOS Ispra, che ha evidenziato come la ricerca abbia oggi l’obiettivo di ampliare le possibilità funzionali e la qualità della vita delle persone con patologia oncologica attraverso percorsi integrati di movimento e cura.

La sessione scientifica ha approfondito i temi della prevenzione oncologica e delle malattie croniche non trasmissibili. La prof.ssa Francesca Rovera, direttore della Breast Unit di Varese, Università degli Studi dell’Insubria, ha affrontato il tema del tumore al seno in ottica di prevenzione e presa in carico multidisciplinare, approfondendo epidemiologia, fattori di rischio, fattori genetici, programmazione dei controlli e ruolo delle Breast Unit nei percorsi di cura personalizzati. Il Dr Alessandro Molinello, medico dello sport, ha illustrato gli effetti della sedentarietà e il ruolo dell’AFA nella prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, con particolare riferimento alle patologie cardiovascolari e oncologiche e alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’attività fisica. La prof.ssa Christel Galvani ha presentato il progetto ERICE (Effect and efficacy of RowIng in breast CancEr survivors), evidenziando come l’attività fisica debba essere adattata alle condizioni cliniche e alle fasi del percorso terapeutico, con benefici sulla qualità della vita e sulla prevenzione delle recidive. La dott.ssa Lucrezia Bizzarri, CERITIN dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha approfondito il tema dello stile di vita e della prevenzione oncologica, richiamando le raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro in materia di alimentazione consapevole e corretti stili di vita. La sessione conclusiva è stata dedicata alle testimonianze. Adele Patrini, presidente C.A.O.S., ha condiviso la propria esperienza personale di donna operata di carcinoma mammario, offrendo un racconto di forte impatto emotivo. Sono intervenute inoltre alcune donne aderenti al progetto ERICE, insieme a istruttori di canottaggio e chinesiologi, che hanno evidenziato il valore formativo e umano dell’accompagnamento nei percorsi di AFA.

A seguire, le partecipanti hanno preso parte alla sessione pratica, con valutazioni funzionali e attività motorie dedicate. Sono stati eseguiti test di composizione corporea, capacità funzionale, mobilità, flessibilità e forza, insieme alla valutazione degli stili di vita e delle abitudini alimentari. Le attività di AFA e le sessioni di canottaggio su remoergometro hanno completato il programma. È stato particolarmente emozionante vedere le donne mettersi in gioco nei test e negli allenamenti, confrontarsi tra loro, sostenersi reciprocamente e dialogare con studenti e operatori, trasformando l’esperienza pratica in un momento autentico di partecipazione, ascolto e crescita reciproca. Grazie alla canottieri Milano che ha gentilmente portato in università i remoergometri. Un ringraziamento particolare alle donne presenti, protagoniste di Rose in Movimento, che con la loro partecipazione hanno dato pieno significato all’iniziativa: trasformare la prevenzione in consapevolezza, il movimento in cura e la condivisione in forza. Prendersi cura di sé è un atto di responsabilità, ma anche di attenzione e valore verso la propria vita.

Il progetto

Il progetto "Rose in movimento" è stato finanziato nell’ambito dell’iniziativa “Sport è Salute”, promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, per il tramite del Dipartimento per lo Sport e realizzata in collaborazione con Sport e Salute, che punta a promuovere la prevenzione primaria nel campo della salute ed incentivare la prevenzione secondaria tramite programmi di screening accessibili a tutti. "Rose in movimento" è stato quindi ritenuto in linea con gli obiettivi di “Sport è Salute”, che, con una dotazione finanziaria complessiva di 1 milione di euro messa a disposizione dal Dipartimento per lo Sport, ha voluto supportare realtà come il gruppo di ricerca IGEO che, attraverso queste iniziative, fanno “squadra” con il Ministro per lo Sport e i Giovani e con Sport e Salute nell’azione di sensibilizzazione pubblica su temi importanti come la prevenzione e la promozione dell’attività fisica e di corretti stili di vita, anche come contrasto a patologie derivanti da comportamenti dannosi per la salute.

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